
L’alba di una rivoluzione
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Il primo argomento che vorremmo affrontare riguarda una rivoluzione. Lo sappiamo: al di là dei significati che assume in campo tecnico e scientifico, la parola “rivoluzione” è forte e d’impatto; l’abbiamo scelta apposta e ci piacerebbe raccontarti il motivo.
Cosa significa “rivoluzione”?
Il termine “rivoluzione” deriva dal verbo latino revolvĕre, nell’accezione di rovesciare, volgere indietro, ricondurre a uno stato precedente. In senso ampio, secondo la definizione del vocabolario Treccani, il significato è inteso come “qualsiasi processo storico o movimento, anche non violento e protratto nel tempo, attraverso il quale si determini un radicale mutamento di fatto delle strutture economico-sociali e politiche, o di particolari settori di attività”. Ecco, partiamo da questa definizione.
Cosa accade alle rivoluzioni, quando la complessità aumenta?
Sappiamo che l’ultimo grande cambiamento nella nostra società è avvenuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, durante la seconda rivoluzione industriale, quando accaddero trasformazioni radicali; per esempio a livello di infrastrutture, trasporti terrestri e aerei, produzione industriale, disponibilità di farmaci. In altre parole, avvenne un profondo e irreversibile stravolgimento che coinvolse non solo il sistema economico nel suo insieme, ma anche l’intero sistema sociale.
Da allora il progresso della scienza e della tecnica non si è mai fermato; se però lo osservassimo con attenzione, scopriremmo dei segnali di rallentamento. Pensiamo per esempio ad un oggetto di uso comune come lo smartphone: il passaggio dai primi modelli commerciali esistenti a metà degli anni novanta, fino all’inizio degli anni dieci, comportò un cambiamento così profondo nella definizione, nell’utilizzo e nelle possibilità offerte dai dispositivi, che risulta difficile un qualsiasi confronto per i non addetti ai lavori. Successivamente sono senza dubbio migliorate le prestazioni in tutti gli ambiti e sono state aggiunte nuove funzionalità, ma l’approccio verso lo strumento non è più cambiato.
Le motivazioni sono molteplici e sono spesso legate all’aumento della complessità, a causa del generale progresso delle conoscenze: studi e ricerche che prima potevano essere condotti da una singola persona o da un ristretto gruppo di ricercatori con una quantità non eccessiva di risorse, oggi richiedono un maggiore dispiegamento di persone e investimenti economici giganteschi. In questo modo tutto diventa più articolato e i tempi si allungano.
Una nuova rivoluzione è alle porte?
Il recente sviluppo tecnologico, spinto soprattutto dallo sviluppo in ambito hardware e software, a cui si unisce una quantità di informazioni puntuali senza precedenti, ha però iniziato a trasformare alcuni settori: per esempio, nell’ambito audiovisivo esistono già prodotti generati da algoritmi e macchine dove l’intervento umano è trascurabile.
L’applicazione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica, più nello specifico in ambito chimico e fisico, potrebbe davvero essere l’elemento chiave che darà il via a una nuova rivoluzione. Avrebbe infatti ricadute in moltissimi ambiti e settori; potrebbe risolvere problemi ad oggi insormontabili, ad esempio in ambito matematico, tecnologico, ambientale, medico, farmacologico e aerospaziale. Poco più in là, fanno capolino i computer quantistici e altri oggetti computazionali ancora più complessi che potrebbero cambiare radicalmente il volto alla storia umana, dando vita a una forma di intelligenza artificiale generale (AGI).
Così, parte della fantascienza che conosciamo potrebbe diventare realtà – nel bene o nel male: dipende da come verranno pensati, utilizzati e regolamentati i nuovi strumenti. Tra quanto tempo? Difficile a dirsi, perché la complessità di questo campo pone sfide straordinarie; inoltre, la storia mostra che ogni strada foriera di una rivoluzione porta con sé anche elementi nuovi e inaspettati.
Come e perché nasce il progetto della scuola Libentis?
In ogni caso, sentiamo di poter dire che ci saranno dilemmi etici e filosofici che la tecnologia ci proporrà in numero sempre maggiore; e, quando avverrà, lo farà in modo diretto e veloce, probabilmente senza darci la possibilità o il tempo di pensare.
Per questo motivo, riteniamo che sia importante avviare oggi una rivoluzione in un ambito diverso, che consenta di gestire e rendere sostenibili i cambiamenti che saranno in atto domani: stiamo parlando di una rivoluzione culturale. Con questi termini intendiamo un cambiamento dell’approccio alla conoscenza in vista di ciò che ci aspetta: un mondo in cui le interazioni umane saranno diverse da quelle a cui siamo abituati, perché saranno condizionate dalle interazioni con forme di intelligenza artificiale.
Ci aspettano cambiamenti nella visione e nella comprensione del mondo, forse già nel prossimo futuro; ma qualsiasi cambiamento non deve coglierci impreparati.
Siamo all’alba di una nuova rivoluzione: per questo motivo è nato il progetto della scuola Libentis.
Nota: questo testo, in ogni sua parte, è frutto dell’ingegno umano e non è stato generato o supportato da alcuna forma di intelligenza artificiale.