
Le nostre radici
Sappiamo che il progresso tecnologico sta influenzando profondamente la nostra epoca: non solo il crescente livello di automazione si riflette in modo sempre più pervasivo sulle conoscenze e sulle capacità richieste del mondo del lavoro, ma stiamo anche assistendo a un bisogno generalizzato di competenze sempre meno profonde e al cambiamento dei paradigmi stessi della comunicazione.
In questo contesto, crediamo che il vasto patrimonio umanistico, scientifico ed artistico esistente rappresenti un mezzo insostituibile per comprendere, gestire e affrontare la fase storica articolata e complessa che stiamo vivendo. Quando ci poniamo interrogativi sul futuro, siamo convinti che le risposte possano, in tutto o in parte, essere prefigurate nel passato stesso: l’immenso bagaglio culturale di cui disponiamo rappresenta un elemento chiave per essere preparati ai cambiamenti che si prospettano all’orizzonte.
Per guardare un po’ più in là, come nani seduti sulle spalle dei giganti.
“Dicebat Bernardus Carnotensis nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possim plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea”
Metalogicus (III, 4), Ioannes Saresberiensis