L’importanza della lettura profonda

Il verbo “leggere”, che deriva dal latino lĕgĕre e si richiama a sua volta al greco λέγειν, può assumere molti significati diversi a seconda del contesto.

Si possono leggere contenuti diversi, come saggi, articoli, romanzi, riviste o giornali; si possono ricercare obiettivi diversi, come lo studio, lo svago o l’intrattenimento; si possono utilizzare supporti diversi, in forma cartacea o digitale; si può leggere in tanti luoghi, come una stanza, una sala d’aspetto, una scuola o un giardino; in piedi, seduti o camminando; si può leggere tanto o poco; si può leggere per diletto o per necessità; si può leggere un testo, un disegno, una formula matematica, uno spartito musicale. In tutti questi esempi, l’azione è sempre la stessa, ma l’atteggiamento del lettore può variare enormemente; tra le diverse modalità, troviamo la lettura profonda.

Che cosa si intende per “lettura profonda”?

La lettura profonda consiste nell’approccio per cui una persona dedica la propria completa attenzione all’azione stessa del leggere, concentrandosi sulle parole, sulla comprensione del significato del testo e sulla relazione tra le idee espresse dall’autore.

Si tratta di un comportamento che implica attenzione, tempo e impegno: chi legge è costantemente coinvolto nell’elaborazione delle informazioni contenute nel testo, nell’interpretazione dei pensieri espressi in modo esplicito o implicito, nella memorizzazione dei concetti con lo scopo di seguire il filo logico del discorso.

Chiunque di noi abbia vissuto quest’esperienza sa che è necessario evitare le distrazioni o le interruzioni per immergersi nel testo e mantenere la concentrazione. Così facendo, ci poniamo, quasi in modo inconsapevole, continue domande; inoltre, compiamo numerosi collegamenti mentali, sia all’interno del testo stesso sia al di fuori di esso, attraverso la nostra conoscenza pregressa.

La lettura su dispositivi digitali

I supporti digitali come, ad esempio, computer, smartphone e tablet offrono un’esperienza di lettura molto diversa da quella del supporto cartaceo; i motivi sono legati non solo al diverso atteggiamento che ciascuno di noi ha rispetto ai dispositivi elettronici, ma anche ai contenuti che, tipicamente, ci vengono offerti. Ne consegue un processo di lettura incompatibile con quanto abbiamo descritto finora. Come mai? Affrontiamo insieme alcune riflessioni.

Innanzitutto, cambia la dimensione temporale: se la lettura analogica richiede tempo e concentrazione, nel mondo digitale chiunque di noi tende a subire un carico eccessivo di informazioni, per cui siamo naturalmente portati a semplificare, a eliminare i concetti che non riteniamo fondamentali, a essere più veloci per poter essere subito pronti a valutare il contenuto successivo.

Questo processo viene spesso descritto utilizzando i concetti dello “skimming”, la lettura superficiale; dello “skipping”, il salto di parti di testo; del “browsing”, lo scorrimento veloce. In tutti questi casi, il lettore rischia di fatto di perdere la parte centrale del testo: stiamo però parlando di quella in cui, in genere, le argomentazioni vengono sviluppate in modo più approfondito rispetto al resto del testo.

Anche la dimensione spaziale della lettura viene coinvolta: un testo scritto su un supporto cartaceo occupa uno spazio fisico; un libro costituito da tante pagine è pesante, per quanto la carta possa essere sottile; si tocca, si interagisce con esso; si girano le pagine. Le parole stesse hanno un luogo preciso all’interno di una pagina: se voglio tornare indietro, devo ritrovare un punto preciso, come accade per l’indirizzo in una città.

Su un supporto digitale, invece, una parola è un insieme di bit che non ha un luogo fisico predefinito, perché risiede su un supporto di memoria che può assumere le più svariate forme e si può collocare in svariati luoghi fisici (un ebook reader, un computer, uno smartphone, un cloud); inoltre, il modo in cui il testo viene visualizzato dipende dal formato e dalle impostazioni dello schermo sul quale viene riprodotto. La dimensione fisica perde quindi immediatamente di importanza.

Quali sono i benefici della lettura profonda?

Nella dichiarazione di Stavanger sul futuro della lettura – un risultato prodotto da un folto gruppo di ricercatori europei alla fine del 2018 – si riporta che “la lettura di testi lunghi sta inoltre alla base di una serie di attività cognitive, come la concentrazione, la costruzione del vocabolario e la memoria“. Nello stesso documento si citano anche altri vantaggi importanti che derivano dalla lettura profonda, come la ricchezza del lessico, la proprietà di linguaggio e lo sviluppo del pensiero critico.

Noi aggiungiamo l’aumento delle conoscenze, attraverso un continuo confronto tra il proprio bagaglio interiore e le nuove informazioni raccolte; uno stimolo per sviluppare l’empatia, perché si ha la possibilità di entrare in contatto con la vita, la storia e le vicende di persone diverse da noi; lo sviluppo dell’immaginazione che porta all’ampliamento della creatività; la capacità di discernere le notizie vere dalle pseudo notizie e da quelle false.

In questo modo, chiunque di noi ha la possibilità di costruire un bagaglio di inestimabile valore per diventare un individuo consapevole.

Nota: questo testo, in ogni sua parte, è frutto dell’ingegno umano e non è stato generato o supportato da alcuna forma di intelligenza artificiale.

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