Un pomeriggio di compiti a casa

Edoardo sta diligentemente svolgendo i compiti di aritmetica a casa. Anna, sua mamma, non è convinta del metodo che sta usando per svolgere le operazioni e gli chiede di svolgere un esercizio in un modo diverso. Nasce una discussione che porta ad un epilogo inaspettato.

Prendendo spunto da una storia vera, ragioniamo su quali strumenti possano essere utilizzati quando si affrontano i primi problemi astratti.

Cosa succede però se il mezzo e il fine vengono scambiati? Come possiamo allenare la mente nel migliore dei modi? Rispondiamo insieme a queste domande.

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Studiare e specializzarsi: serve davvero? Una riflessione da I. Asimov

Esiste una ricetta semplice per rendere la mente uno “strumento potente”, capace di elaborare qualsiasi ragionamento e affrontare ogni scenario possibile? Studiare serve davvero?

Prendendo spunto da un racconto che Isaac Asimov ha scritto nel 1956, accettiamo la provocazione iniziale secondo la quale “Un diploma […] è il primo passo giù per una china rovinosa” e sviluppiamo delle argomentazioni per rispondere a queste domande.

Scopriremo che il discorso è articolato e complesso, ma nasconde un approccio semplice e chiaro, legato alla necessità di costruire degli strumenti di base del pensiero prima di specializzarsi eccessivamente.

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